X tappa. Radom – Varsavia 114 km

Oggi si dorme, colazione e tutto con calma.

Non è vero niente.

Alle 5 sono sveglio come sempre e devo anche occupare il tempo fino alla colazione che ho pagato.

Alle 7:30 è pronta.

Scendo, “un cappuccino” lei “ok” poi mi chiede una cosa che non capisco.

Le dico che non capisco, lei ripete e mima come se sbattesse qualche cosa.

Bo, mi chiederà se voglio la schiuma nel cappuccino.

Io le dico Yes.

Arriva il cappuccino bello schiuso e dopo due minuti arriva la frittata.

Ma io dico, che senso ha che io ti chiedo il cappuccino e tu mi chiedi se voglio la frittata ?

Va be, non la posso deludere, frittata, panino e marmellata, panino e cioccolata e cappuccino.

Si parte, però sento che questa mattina mi manca la ricerca dell’alimentari per la colazione.

Allora alle 9:00, l’alimentari SKLEP SPOZYWCZY, due brioche e bottiglietta di latte e caffè.

Come vedete nella foto, panchina nel giardino e seconda colazione fatta.

Si riparte con tanta calma, boschi e piccoli paesini.

E iniziano le piantagioni di mele.

Belle, grosse, gialle, verdi, rosse.

Mi dispiace, ma anche io sono caduto in tentazione, una l’ho fregata e mangiata.

Vi ho fatto anche una foto ad un albero per farvi capire quante mele ci sono e di questi alberi c’è ne sono campo interi.

Sono le 11:30, quasi ora di pranzo.

Le brioche le ho nelle borse perché ne compro sempre di più, però da bere ?

Alimentari e al posto della solita coca, un bel litro di succo di mele.

Ormai basta, per fare 100 km ho mangiato anche troppo.

Dritti a Varsavia.

Già 50 km prima iniziano le ciclabili ed essendo sabato, sono piene di ciclisti.

Poi a 15 km dal centro inizia la città.

Fantastica, non me l’aspettavo. 6 corsie per le macchine, 3 per parte.

Ai lati mega ciclabili e tutto separato da verde e alberi.

Ciclabili piene di gente.

Fino al centro di Varsavia non ho mai pedalato nel traffico, sempre su ciclabili.

Sono rimasto sbalordito dall’ ordine, dalla pulizia, dal verde di questa città.

Sembra un mega paesone, non una città come quelle viste fino ad ora.

Ciclabili, giardini, parchi, attività ricreative all’aperto, mi sa che in Italia non abbiamo capito qualche cosa !!!

Ci siamo.

L’avventura è finita.

Voi che mi avete accompagnato in questo viaggio, ormai sapete che l’obbiettivo non era vedere monumenti o opere d’arte .

Quando tornerò a casa, la gente che saprà che sono passato in queste capitali europee, mi chiederanno:” hai visto quel monumento ?

Hai visto quel palazzo ?”.

Dovrò rispondere:”non lo so”.

Perché a volte ho fotografato cose strane e magari ho dimenticato quelle canoniche.

E con questa mia risposta loro non capiranno il senso del mio viaggio.

Noi invece, abbiamo visitato e vissuto, tutto quello che c’era tra una capitale e l’altra, tra un monumento e l’altro.

Abbiamo ammirato i luoghi e sentito gli odori delle Alpi.

Percepito la riservatezza e diligenza dell’Austria.

Abbiamo fatto un balzo indietro nel tempo in Cecoslovacchia.

Ho provato la strana sensazione di passare dai boschi, al caos della grande città e dopo un’ora tornare in aperta campagna.

Ma è anche un viaggio nelle paure.

Quando la notte non riesci a dormire perché pensi:”se adesso mi sento male, cosa faccio ?”, e quindi devi controllare gli stati di ansia evitando gli attacchi di panico.

Quando in aperta campagna, sali su un dosso e a perdita d’occhio vedi solo campagna, quello che prima era un senso di pace e tranquillità, poi diventa la paura che si possa rompere qualche cosa nella bicicletta.

E tanto altro che non saprei neanche descrivere con le parole.

Ma il momento più intenso di questi giorni, saranno sempre quei 20 secondi.

Quindi questo per me è il giro del filo spinato.

Vi saluto ringraziandovi tutti di aver fatto questa esperienza insieme a me. Neanche immaginate quanto mi siete stati d’aiuto.

Ciao.

Un ringraziamento anche a Roberto Guastalla, titolare del ristorante Casa Italia a Varsavia. Quando ho contattato Roberto via internet, senza che ci conoscessimo, ha accettato subito che io gli spedissi la borsa che mi servirà lunedì per caricare la bicicletta in aereo.
Ovviamente l’unico modo che ho per ringraziarlo, oltre a questo post, è mangiare più cose possibile al suo ristorante. 😂😂😂