VIII tappa. Zywiec – Ksiaz Wielki 198 km

Ogni giro, ha una tappa particolare che tornerà sempre alla mente, ripensando al viaggio.

E questa secondo me lascerà il segno.

Anche se ve l’avrò già detto negli altri viaggi, riconfermo che esperienze come questo viaggio solitario, di diversi giorni fuori casa, con l’incertezza della lingua, la paura dell’imprevisto, dopo un po’, esalta e amplifica ogni emozione e sensazione, rendendo sicuramente più fragili.

Di questi viaggi non ricorderò i luoghi, anche perché in 10 giorni ne ho visti troppi.

Di questi viaggi ricordo le emozioni, le sensazioni, le paure e gli stati d’animo.

Detto questo, inizia la giornata.

Questa volta il forno davanti alla mia stanza dovrebbe aprire alle 5:30. Alle 6:00 scendo e bravi polacchi, il forno è aperto.

Colazione con due bomboloni e si parte con questa fantastica alba sul fiume.

La prima meta mi mette un po’ pensiero.

L’obbiettivo iniziale era visitare il campo di Auschwitz.

I giorni scorsi cercando su internet i biglietti con guida in Italiano, leggo che si dovevano prenotare mesi prima, e infatti sono finiti.

Una notizia che in realtà mi da sollievo, ma decido che oggi sarà ugualmente la mia prima tappa.

Sono nelle vicinanze del campo, arrivo da una ciclabile di fianco, da dietro gli alberi spunta una torretta, poi iniziò a vedere i pali con il filo spinato e a questo punto inizia a succedere qualche cosa.

Ci sto pedalando davanti costeggiando il filo spinato e guardando le palazzine ma inizia ad appannarsi tutto.

Fortuna che i biglietti non c’erano, non sarei riuscito neanche a entrare.

E anche adesso che ve lo racconto …

Sarà dovuto a quello che vi dicevo nella premessa, ma pedalare 20 secondi di fianco a questo filo spinato, mi rimarranno come ricordo e emozione indelebili di questo viaggio.

Comunque, se non avete pene veramente gravi da espiare, vi consiglio di NON venire a vedere il campo di concentramento di Auschwitz.

O per lo meno, non ci venite in bicicletta.

Torniamo a cose più leggere.

Un’altra cosa che lascia il segno, è fare 100 km in bicicletta, con due borracce piene di acqua alla mela verde.

La bottiglia di ieri era da 1,5 litri, non potevo buttarla via.

Ricorda lo shampoo Campus alla mela verde?

Vi tornano in mente gli odori e quei tempi?

Be a me sono tornati in mente ogni 15 minuti, ad ogni sorso, per 100 km.

Lascio Il paese vicino ad Auschwitz e vado in direzione Cracovia attraversando un bellissimo bosco.

Entro a Cracovia da una ciclabile, quindi ingresso tranquillo in una capitale.

Giro per la città ammirandola, vado nella piazza centrale per le foto di rito.

Ma c’è troppa confusione, troppa gente, ancora torna in mente il filo spinato di 3 ore fa.

Esco dal centro storico, c’è più calma, mi fermo a mangiare.

Cartello, specialità del posto, bene mi fermo, ordino e inizio a mangiare questi bei ravioli cotti al vapore.

Sento un sapore che mi ricorda qualche cosa.

Leggo meglio il cartello.

Pollo e mele.

A ci risiamo, la tappa delle mele !!!

Riparto in direzione Varsavia ma l’obbiettivo è arrivare al castello.

Vi spiego, ieri prenotando su internet, il primo hotel ad una distanza ragionevole aveva tutte foto con luci rosse, viola, palchi.

Dato che non capisco bene la lingua, meglio evitare, poi come glie lo spiego che voglio solo dormire !

Più avanti di 20 km, Hotel a 1 stella, 30 euro.

L’inserzione dice: “prova l’emozione di dormire in un castello”.

E come no.

Già che arrivo quasi a cavallo, costa poco, è mio.

Per il resto vi lascio vedere i video e fate caso alla musica di sottofondo ( eeeh, il vetro non l’ho rotto, ma era troppo pulito).

Non so cosa succederà nei prossimi due giorni, ma per adesso il ricordo più importante è il sentimento che ha scatenato pedalare 15 secondi di fianco a quel filo spinato.

Ciao e speriamo in una cena decente.