VI tappa Vienna (A) – Trencin (SK) 202 km

Le città grandi mi piacciono di più la mattina presto.

Alle 6:00 non c’è nessuno e puoi vedere tutto con più calma.

Prendo la ciclabile sul Danubio in direzione Bratislava.

Finalmente dopo 1 ora trovo un forno, ma stavolta non mi fregate, due ne mangio subito e due nelle borse.

La ciclabile finisce all’aeroporto di Vienna e si immette su una superstrada, bo strano.

Però vedo un ciclista davanti a me che entra nel l’aeroporto.

Penso:”lui saprà dove si passa”, invece ci lavora in aeroporto.

A questo punto fortuna che il navigatore mi porta fuori dall’aeroporto, altrimenti è piuttosto difficile.

Comunque abbiamo capito che si può arrivare all’aeroporto di Vienna in bicicletta.

Poi fortunatamente il navigatore mi fa fare strade trafficate ma che passano nei paesi e non la ciclabile sul Danubio, quindi si vede di tutto.

La macchina con il cagnolino sopra, il genio che forse per far rallentare le macchine davanti a casa sua ha posizionato nel giardino una stampa grandezza naturale del vigile e la bizzarra cassetta della posta a forma di valigia, fuori da una villa.

Poi quasi alla fine dell’Austria ecco il paese di Carnuntum.

Non ho capito se c’è un ponte o una parte di un arco romano, ma certo è che tutto il paese gira intorno all’impero romano.

Dall’Hotel con nome di imperatore a case con monete romane, ingressi di case con colonne.

Ma il top è la statua come a Fano.

Spero che questo non sia Cesare come a Fano, altrimenti quando è arrivato qua aveva capelli e barba lunghini.

Si arriva in Slovacchia.

Arrivo a Bratislava, ma dopo Vienna è un po’ deprimente.

50 metri di centro storico e tanti condomini e industrie.

Iniziò a uscire dalla città, 15 km di superstrada con guardrail al centro.

Praticamente come la Fossombrone Fano ma con limite degli 80.

Mi sa che qui le ciclabili sono finite.

Finalmente il navigatore mi porta in campagna. Adesso sembra di essere a casa.

Le strade sono più strette, con le stesse buche e le stesse toppe.

Con le bottiglie di plastica per terra e ogni tanto passa qualche ciclista.

Vista così, Slovacchia = Italia.

Ed è così per tutto il tragitto fino a Trencin, ogni tanto qualche automobilista che mi fa il pelo, tutto come in Italia.

L’unica differenza sono le case più modeste e i Bar che ancora non ci sono.

Dato che anche qui nei paesini niente bar, oggi si mangia quello che si trova. Primo distributore alle 12:00 gelato e coca cola.

Alle 14:00 vedo questo maxi cono, quindi gelato e acqua.

Alle 15:00 mi ricordo delle brioche nelle borse.

E quando arrivo a Trencin alle 16:00 circa, maxi coppa di gelato alla frutta.