V tappa. Leoben – Vienna 170 km.

Sveglia alle 5, come sempre e partenza 6:20, appena fa giorno.

Fresco, ma finalmente c’è il sole.

Andatura tranquilla a causa delle tante ciclabili sui marciapiedi.

Vorrei stare sulla strada, ma oggi è lavorativa e c’è traffico, allora sto sulle ciclabili.

Ma per i primi 80 km le ciclabili sui marciapiedi sono molto impegnative.

Ogni tanto devi scendere, risalire, semaforo, vecchietta, radice, muretto.

Con i borsoni la bici pesa e rilanciarla ogni volta è impegnativo.

In più devi stare attento a tutte queste cose quindi non puoi guardare in giro.

Ma appena la strada lo permette, sto sull’asfalto.

Dopo 50 km buco.

Riparo, riparto, poi il dubbio “mi basterà un’altra camera d’aria per tutto il giro ?”, meglio non rischiare.

Passo davanti a una ferramenta con bici fuori, mi fermo e compro altre due camere d’aria di scorta.

Oggi ho capito parecchie cose.

Nei piccoli centri o paesini, c’è la chiesa ma non c’è il bar.

Quindi la colazione la fai nei distributori o al Billa.

Supermercati sparsi ovunque, con un’area pericolosissima, il self service delle brioche, ma sono stato bravo, solo due bomboloni alla marmellata.

Poi i paletti lato strada, da quando sono partito vedo sto tappo che mi incuriosiva, allora ho provato come funziona.

Bella idea semplice e funzionale.

Poi arriva l’ora di pranzo, ma in questi piccoli paesi non c’è niente.

Allora al posto dell’olfatto uso l’udito.

Sento parlare, scruto dal cancello e vedo che in questo giardino, sotto l’ombra di questo albero, mangiano tutti.

Sarà una roba privata? Ho scoperto dove mangiano nei paesi, dentro ai cortili. Tocca cercarli.

Bo, io ci provo.

A posto, menu in tedesco.

Con google riesco a tradurre solo PIATTO DELLA CASA.

Poi la ragazza che sa l’inglese me lo ha anche spiegato il contenuto, ma tempo perso, ho capito solo MIX.

Niente Coca Cola, niente caffè, ci rimane solo una preghiera per digerire.

Piano piano mi incammino in direzione di Vienna ( la sto facendo troppo lunga, scrivo troppo, sintetizzo ). Come ogni capitale, entrarci in bici è stressante.

Devi avere occhi ovunque: semaforo, macchine ovunque, marciapiede, binari del tram, gente a piedi.

E contemporaneamente vuoi anche guardare in giro ( ecco mi ricordo adesso che mi sono dimenticato la pallina, adesso esco per cena e spero di trovarla ).

Ci sarebbe altro, ma sto scrivendo troppo.

A domani.