Denis racconta

Non è un caso se la definiscono la 2^ maratona più dura della terra.

Abbiamo concluso due giorni intensi di gare: tre medaglie al nostro collo

Il giorno della maratona, 28 ottobre, sveglia presto per raggiungere la partenza a bordo di un pullman, che per percorrere i 30 km impiega più di un’ora.

Temperatura sotto lo zero e  un bel vento gelido che non aiuta.

Si parte e la gara si rivela subito dura, a parte il freddo, il dislivello positivo è molto alto.

Partiamo da un dislivello di 400 metri per raggiungere il punto più alto a 600 metri per poi riscendere fino a 200 metri con un continuo sali scendi.

Il percorso si presenta ai miei occhi con un paesaggio mozzafiato che fa dimenticare la fatica: 42km di terra selvaggia tra neve e laghi ghiacciati senza incontrare anima viva ( a parte gli altri partecipanti ovviamente).

Non con poca fatica raggiungo il traguardo della maratona in  4h 5m, visto il tipo di tracciato pienamente soddisfatto della prestazione, poi quando scopro di essere arrivato 12° assoluto, non mi sembra vero; poi scopro che eravamo in 139 e tutto si spiega J.

Il 29 ottobre, giorno della mezza maratona, sveglia presto e la storia si ripete come il giorno prima, a parte una cosa: la distanza è fortunatamente la metà.

Le gambe sono stanche dal giorno prima, il polpaccio destro per circa 10 km fa un male cane, e correre con i ramponi sul ghiaccio di certo non aiuta, poi i muscoli cominciano a scaldarsi e il dolore va via, qualche chiacchiera con altri runners e si arriva al traguardo in 2h 5m senza accorgersi.

Anche questa viene conclusa ottimamente considerando la posizione ottenuta, 11° assoluto.

Che dire entusiasta di questa pazza impresa e adesso un po’ di riposo prima di pensare alle prossime maratone.

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